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Chi Siamo


Era una notte buia e tempestosa… no, non è l’incipit di uno dei tanti racconti scritti a macchina da Snoopy che si ispira a Paul Clifford, un romanzo del 1830 di Edward Bulwer-Lytton, ma lo stato reale in cui venne a trovarsi un manipolo di volenterosi la notte in cui iniziarono le trasmissioni di Radiofanto. Era la notte fra il 23 e il 24 novembre 1976, ed era davvero “a dark and stormy night”.

Quei volenterosi si impegnarono in una battaglia durissima per alzare una pesantissima antenna a due dipoli a mezzo di un sistema di corde mentre tutto intorno soffiava un fortissimo vento e un finissimo nevischio colpiva il viso, gli occhi, le mani.

Alle tre di notte le prime onde in modulazione di frequenza provenienti dal trasmettitore di via Pavoncelli si propagarono nell’etere: era nata Radiofanto.

I primi tempi furono pieni di entusiasmi e ingenuità. A momenti di esaltazione facevano il paio momenti di scoramento; problemi tecnici, diversità di vedute sull’impostazione da dare alla radio, concorrenza spietata di decine di altre emittenti che nascevano come funghi.

Un movimento giovanile si era messo in marcia. Accantonati un po’ gli strumenti musicali che l’avevano fatta da padroni a cavallo degli anni 70, una nuova avventura aspettava adolescenti e giovani degli anni 70: La radio libera.

Caduto il monopolio della RAI vi fu un fiorire di stazione televisive e radiofoniche. Strumentazioni non sempre impeccabili provocavano accavallamenti di segnali e disturbi delle frequenze. Tutti cercavano un microfono, tutti una trasmissione radio. La possibilità di ascoltare canzoni che, quando andava bene, venivano passate una volta alla settimana a Hit Parade o in altre trasmissioni come Bandiera Gialla o Alto Gradimento avvicinò sempre di più gli ascoltatori alle radio libere. La maggior parte delle quali erano locali. I primi tempi arrivarono fiumi di lettere con richieste di canzoni, di dediche, poi tali richieste cominciarono ad essere fatte per telefono: le radio libere prendevano quota, Radiofanto prendeva quota.

Gli anni che seguirono furono anni pieni di soddisfazioni, divertimento, utilizzo dell’emittente anche per finalità sociali. Grandi gioie ma anche grandi dolori per la scomparsa di amici che ci avevano lasciati mezzora prima con un appuntamento a poche ore e che non avremmo più rivisti vivi.

Vent’anni di musica, notizie, quiz, dirette, cavalcate sportive esaltanti come quella della promozione del Cerignola nel 1987 con Battiato e la sua Cuccurucucu che facevano da colonna sonora alle urla del nostro radiocronista, spesso appollaiato, per seguire la partita, su sostegni di fortuna e indifferente a pioggia, freddo e vento, sole e caldo. Per lui c’era solo il piacere di contattare lo studio e di comunicare, con voce carica di suspense, e dopo aver fatto trascorrere qualche interminabile istante, “qui a Gioia del Colle, Pro Gioia 0 Cerignola 1!!!”.

 

Poi, piano piano il tramonto, nuove realtà si affacciarono. Il nucleo originario sul quale Radiofanto si era sempre sorretta lasciò a nuovi investitori e con la fine degli entusiasmi la fine del boom delle Radio Libere.

A distanza di 40 anni molti di quelli che vissero quella notte buia e tempestosa del ’76 hanno deciso di riportare in vita Radiofanto. Sembrava morta, ma era solo addormentata.

Coraggio, la musica riparte!!!